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24 Marzo 2020 /
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Mai come ora il digital si rivela indispensabile.

Mai come ora che Covid19 sta ridisegnando la vita di milioni di persone in tutto il mondo, costringendole a casa, il digital si rivela indispensabile. E il miglior difensore del nostro lavoro tradizionale. (Così è anche per il digital claim).

 

L’ultima nata si chiama FilaIndiana. È la app che misura quanto è lunga la coda al supermercato e indica le alternative in zona, con attese più brevi https://filaindiana.it/ . Perfetta di questi tempi.

Ma tante sono le soluzioni digitali, anche nate prima del corona virus, che stanno divenendo le nostre preziose alleate per affrontare al meglio la situazione. Grazie alle app di messaggistica comunichiamo con i familiari distanti, con i punti vendita per la spesa a domicilio e magari con i medici e i volontari per la consegna farmaci…

L’homebanking è già una realtà da qualche anno e ci permette di gestire una gran parte dell’operatività bancaria direttamente via app.

E poi l’intrattenimento: corsi di yoga, arte, musica e film, tanti film. L’offerta in rete non è mai stata così ricca e variegata.

Diciamolo: senza soluzioni digitali il confino nelle nostre case sarebbe difficilmente sopportabile. Ma c’è un aspetto ulteriore. Oggi il digitale ci consente di mantenere gli asset professionali. Detto in termini diversi: aiuta a preservare i valori fondanti del nostro lavoro.

C’è un aspetto nuovo e importante: da antagonista, nemico delle professioni tradizionali, il digital si sta rivelando forse il loro più prezioso alleato.

Un esempio su tutti: la didattica on line. Con le scuole chiuse, in Lombardia dal 22 febbraio, l’insegnamento prosegue grazie alle piattaforme digitali. Per studenti e insegnanti è l’unico modo per incontrarsi e fare lezione. Chiaro che alcune dinamiche di classe non si riproducono in assenza della contiguità fisica, ma è salvaguardato il valore fondante: la didattica. Cioè la trasmissione di cultura da chi sa, il docente, a chi apprende, l’allievo.

Una cosa che accompagna l’evoluzione umana dall’inizio della nostra storia.

Perché il digitale è sì innovazione, ma innovazione non significa per forza sovvertimento. Fare innovazione è piuttosto “guardare con occhi nuovi al core business e sviluppare la capacità di rivisitarlo con iniezioni di tecnologia”.

Dal punto di vista del processo, la denuncia assicurativa tradizionale è praticamente identica a quella digitale. Sorpresi?

 


 

Per venire a un ambito più focalizzato. Quello assicurativo.

Gli intermediari, gli agenti, i broker, hanno una e una sola mission: trasmettere protezione e serenità ai clienti. In un certo senso protezione e serenità è la loro USP, unique selling proposition (argomentazione esclusiva di vendita).

Passare da una gestione dei sinistri tradizionale al digital claim, cioè alla denuncia digitale, non compromette nulla del “valore dei valori”: la relazione fiduciaria assicuratore-assicurato.

Il rapporto piuttosto viene potenziato. Per esempio dalla possibilità di essere fianco a fianco 24h24, e offrire attraverso la app tap&claim -clicca e denuncia- la presenza confortante nel momento stesso del bisogno, cioè il sinistro.

La trasformazione più evidente nel passaggio da tradizionale al digital claim è nella gestione dell’attività d’ufficio. Qui l’intermediario acquisisce un controllo più stretto su ogni pratica, in tempo reale e con i dati digitalizzati fin dall’inizio.

Il tutto gestibile da qualunque postazione. Anche da casa.

Mai come in questo caso: così vicini al cliente anche se lontani.

Visita il nostro sito e contattaci, una client advisor ti risponderà quanto prima: https://claider.net/it/contatti/

 

 

La redazione di Claider

 

Fonti:

https://www.insuranceup.it/it/opinioni/coronavirus-perche-accelerera-linnovazione-nelle-assicurazioni/

https://www.wired.it/attualita/scuola/2020/03/09/scuola-italiana-coronavirus/

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